Sono egoista, ma è passione: (spero) don’t worry

Il problema delle serate “onlycoach” – tanto per capirci, quelle sere in cui mi sento bello ispirato, entro in sala, infilo il piastrone e bona: “se mi state cercando per qualcosa che non sia una lezione o una domanda su argomenti prettamente schermistici fate prima a ripassare domani” – è che hai più adrenalina in corpo a fine giornata che alle 17 quando inizi. Giuro, se avessi uno dei miei scriccioli della leva a portata di mano sarei capace di mettermi a fargli una-due orette di lezione adesso! Sempre per capirci: il mio orologio segna le 00:24 ed al massimo sarà starato di qualche minuto. Come quella volta che persi la concezione del tempo mentre facevo lezione a Vale – classe 2005… povera cucciola! – e la tenni più di 30 minuti. Non fosse stato per Lucia che me lo fece notare sarei ancora lì, ci scommetto. È che quando ti diverti, il tempo sembra bloccarsi per permetterti di rendere quella felicità eterna. Poi però guardi l’orologio e ti accorgi che quelle lancette impertinenti nel frattempo hanno fatto i 3000 metri siepi ed è già finita la serata. Il nocciolo del discorso, ve lo confido, è che mi diverto più io di loro!
Sono proprio un egoista, è la pura verità, sono drogato di questo sport e dei miei bambolottini-Duracell. Sempre con quel sorriso dolce e sincero stampato sul viso, basta poco per stupirli ed ancor meno per coinvolgerli ed entusiasmarli. Sempre curiosi di scoprire ed apprendere cose nuove, perennemente ed instancabilmente alla ricerca di risposte ai loro sempre nuovi perché. E tu sei lì proprio per questo: per ascoltarli, aiutarli a capire ed analizzare il problema che gli si pone difronte e guidarli verso la soluzione; per correggerli quando sbagliano ed incoraggiarli e spronarli ad impegnarsi e migliorare sempre più; per festeggiare con loro i risultati ed i traguardi che raggiungono; lì, soprattutto, per esprimergli la tua approvazione ed il tuo appoggio, farli sentire considerati, fargli capire che per te sono importanti!
Sono la mia linfa vitale. Che dico, sono la mia vita! E in fondo va bene così.