Apprezzare il percorso per continuare ad avanzare

Davide 245 /300. Secondo me si poteva fare di più, ma non per mancanza di volontà od impegno. “Davi” attraverso il costante e serio lavoro in sala è cresciuto, migliorato tantissimo ed in gara come in allenamento prova a dare sempre il massimo. Spesso però non riesce a rendere quanto potrebbe. Appena riuscirà a vedersi anche lui così come lo vediamo noi, “com’è” adesso, allora ci sarà da divertirsi. A tratti esprime già tutte le sue qualità, altre no perchè ancora non sa o non è ancora convinto di averle 🙂 Margini di crescita, potenzialità, ne ha ancora a dismisura, ma è già un “bello spadista” quando smette di pensare a “cosa può o non può fare Davide” e tira pensando solo a fare quello di cui c’è bisogno in quell’immediato frangente! Gli dico sempre che è troppo buono e che a volte gli basterebbe davvero solo un pizzico di malizia, di autostima e di spavalderia in più per mettere in difficoltà chiunque. Lui risponde col suo largo sorriso. Sorriso che non gli manca mai, che sia vittoria o sconfitta, che sia ad inizio o a fine allenamento, un sorriso che esprime sincera gioia ed amore per quello che fa.
E dentro di me dico “maremmina”, perchè so bene che quello vale più dei risultati che raccoglie e mi dispiace solo perchè sono convinto che vedendoli una volta coi suoi occhi riuscirebbe a crederci con più facilità le volte successive, ma sorrido anche io perchè non potrei desiderare di meglio da un allievo.
Ripenso infatti a quanti talentuosi schermidori – sia allievi che avversari – non riuscendo a vivere appieno il piacere del mettersi in gioco e del tirare di scherma, hanno tramutato il loro amore in astio per i traguardi mancati e a catena per la stessa passione che li ha illusi di averli potuti raggiungere.
Perchè ci curiamo poco di questo delicato aspetto, ma non raramente l’amore si manifesta anche in maniera diversa e opposta al sentimento che l’ha scaturito… quando non si vedono dei successi sufficienti a soddisfare le proprie e le altrui aspettative, c’è il rischio di perdere il piacere per ciò che facciamo. Come poteva essere oggi superare il girone (per fare un esempio, era il nostro obiettivo, un obiettivo più che realistico e sarebbe stato un risultato giusto) e può trasformarsi in rancore e insofferenza nei confronti della propria profonda passione.
Quando siamo usciti dal palazzetto abbiamo scorto un ragazzo molto bravo che si era estraniato lontano da tutti appoggiato ad un recinto dalla parte opposta della strada, col volto distrutto e gli occhi sgranati che fissavano il vuoto, sicuramente dilaniato dalla consapevolezza di non aver dimostrato abbastanza. Mi ha colpito, la mia attenzione si è concentrata subito sulla sua mano non armata (l’ho dedotto dagli scudetti e gli sponsor sulla manica), chiusa in un forte pugno. Immagini che si vedono spesso fuori dai palazzetti, ma quanti ragazzi più o meno talentuosi ho visto smettere poco dopo queste immagini? Più di uno. Per poi magare ritrovarli a calcare le pedane solo anni più tardi, o da adulti, rimpiangendo gli anni persi.
Ne ho visti parecchi… alcuni erano più forti di me.
E quindi penso “maremmina”, alla fine anche quest’anno siamo migliorati? Sì, davvero tanto, siamo migliorati anche quest’anno! Allora avanti così, mi tengo stretto i sorrisi di Davide che sta crescendo a vista d’occhio, sta iniziando a crearsi una interessante identità schermistica, mi tengo il suo piacere di fare scherma e la consapevolezza che attraverso il lavoro e con il sorriso, migliorando ogni giorno qualcosina… arriverà a togliersi delle belle soddisfazioni!

Crescere è un percorso lungo e faticoso. A tratti infinito.
Ma se potessimo immaginarci quando un giorno ci troveremo a riavvolgere il nastro per rivederci col 32x, apprezzeremmo la bellezza unica di un percorso sputendo nella sua imprevedibile e affascinante evoluzione.
E avremmo cura di non affrettarlo, ma di goderlo giornalmente in ogni suo prezioso istante.